Chi conosce Martina Franca solo d'estate, tra concerti e piazze affollate, fatica a immaginarla in primavera. Nei giorni della Settimana Santa la città si svuota di rumore e si riempie di un'altra sostanza: passi lenti sul basolato, chiese aperte fino a tarda sera, un suono secco di legno che precede le processioni. È forse il momento dell'anno in cui la Valle d'Itria si mostra più com'è e meno come viene raccontata.
Le confraternite, custodi dei riti
Il perno di tutto sono le confraternite, associazioni laicali antiche che a Martina Franca conservano un ruolo tuttora vivo. Tra le più note c'è l'Arciconfraternita del Carmine, la cui costituzione risale al 1713, e la confraternita Natività e Dolori di Maria Santissima. Non sono comparse folkloristiche: sono i confratelli e le consorelle a organizzare le processioni, a vegliare gli altari, a portare a spalla i simulacri.
L'abito dei confratelli è riconoscibile e severo: il sacco con il bordone e il cappello bianco. Durante i riti procedono a coppie e, secondo la tradizione, scalzi. Il dettaglio dice molto sullo spirito di queste giornate, che non hanno nulla di spettacolare nel senso comune del termine.
Il giro dei Sepolcri
Tra il Giovedì Santo e il Venerdì, i martinesi compiono il giro dei Sepolcri: la visita agli "altari della Reposizione", cioè agli allestimenti in cui viene custodita l'Eucaristia nelle chiese cittadine. Gli altari si ornano di luci, fiori e drappeggi, e vengono vegliati dai confratelli e dalle consorelle. Tra le parrocchie si accende una gara non dichiarata a chi realizza il sepolcro più bello.
La tradizione popolare vuole che se ne visiti un numero dispari, di solito sette, pena il malocchio. È un pretesto perfetto per attraversare a piedi il centro storico barocco in una versione che non vedrete in nessun'altra stagione: le chiese aperte una dopo l'altra, la Basilica di San Martino tra le tappe quasi obbligate, i vicoli percorsi da gruppi silenziosi che si spostano da un portale all'altro.
La notte dell'Addolorata
Nella notte tra il Giovedì e il Venerdì Santo, la confraternita Natività e Dolori di Maria Santissima porta in processione per le strade la statua della Madonna Addolorata, un pregevole manichino ligneo rivestito di seta trapunta d'oro. Il significato del rito è esplicito: è la Madre che va in cerca del Figlio catturato. La tradizione, di origine ottocentesca, era andata perduta ed è stata ripresa nel 1999.
Il Venerdì Santo e la processione dei Misteri
Il momento più atteso è la processione dei Misteri del Venerdì Santo, con le statue lignee che raccontano le scene della Passione. Ad aprire il corteo è la Croce Penitenziale, in dialetto 'a crosce dìi Mistére: una grande croce decorata con gli strumenti della Passione, portata a spalla da uno o più penitenti lungo tutto il percorso.
Il corteo avanza con una lentezza calcolata, scandita da un passo cadenzato che è esso stesso parte del rito. Non c'è nulla di improvvisato: ogni gruppo ha il suo posto, ogni statua il suo momento.
Il suono della Settimana Santa
Se dovessimo scegliere un solo dettaglio da raccontare a chi non è mai stato qui in questi giorni, sarebbe il suono. Le campane tacciono e al loro posto entrano le troccole, in dialetto i turnàccule: strumenti di legno e ferro che i confratelli fanno risuonare, con un crepitio secco che rimbalza tra le facciate bianche.
C'è anche una memoria musicale che oggi non si esegue più: durante la processione dei Misteri le statue si fermavano davanti a ogni chiesa e un gruppo di fedeli intonava lo Stabat Mater in un latino mescolato al dialetto martinese. Quel rito si è protratto fino al 1983. Il canto resta però un elemento centrale della settimana, con esecuzioni affidate a interpreti locali nei luoghi della devozione cittadina.
Assistere ai riti con rispetto
La Settimana Santa non è un evento costruito per i visitatori, ed è proprio questo a renderla preziosa. Alcune indicazioni valgono sempre:
- Le processioni si muovono lentamente e occupano tutta la carreggiata: non tagliate il corteo e non usate flash.
- Nelle chiese, durante la veglia agli altari, si entra e si esce in silenzio.
- Molti riti sono serali o notturni: organizzate la cena di conseguenza, perché in quei giorni gli orari della città cambiano.
- I paesi vicini della valle hanno riti propri, diversi da quelli martinesi: vale la pena informarsi anche lì.
La Settimana Santa cade ogni anno in date mobili, tra fine marzo e aprile, e i percorsi delle processioni possono variare: gli orari e gli itinerari dell'edizione in corso si trovano sui canali ufficiali della manifestazione e delle parrocchie cittadine.
Dormire nel centro di Martina Franca
Dimora Donizzetti offre due case vacanza indipendenti nel centro della città: cucina completa, aria condizionata, Wi-Fi gratuito e self check-in in entrambe. Da qui il borgo antico si gira a piedi e la Valle d'Itria comincia subito fuori.