Una strada di campagna fra i trulli della Valle d'Itria al tramonto
Una strada di campagna fra i trulli della Valle d'Itria al tramonto — foto: Dimora Donizzetti

La Valle d'Itria è un territorio compatto: i borghi che ne definiscono il carattere, da Martina Franca a Locorotondo, da Cisternino ad Alberobello, distano fra loro pochi chilometri, e da Martina Franca si raggiungono in tempi brevissimi. Questa vicinanza è però ingannevole: la valle non è una pianura da attraversare in linea retta, ma un mosaico di strade minori, muretti a secco, curve e saliscendi. Il mezzo con cui vi muovete cambia radicalmente il viaggio che farete.

L'auto: la libertà, con qualche condizione

L'auto resta il mezzo che consente di fare tutto: i borghi, la campagna, le due coste, le masserie sparse, le soste improvvisate quando il paesaggio lo merita. È indispensabile se il vostro programma prevede il mare, perché entrambi i litorali richiedono uno spostamento, ed è la scelta obbligata se viaggiate con bambini o con bagaglio importante.

Ci sono però tre cose da sapere. La prima è che la viabilità principale, in particolare la statale dei Trulli che collega i centri della valle, nei periodi di punta può rallentare sensibilmente: in estate e nei fine settimana conviene evitare le fasce centrali. La seconda è che la rete secondaria è fatta di strade strette, a volte a fondo naturale, con i muretti a secco a ridosso della carreggiata e senza banchina: si guida piano, e non è un consiglio prudenziale ma una necessità. La terza è che i navigatori propongono con disinvoltura scorciatoie su tratturi rurali: quando il percorso vi porta su uno sterrato, conviene tornare sulla viabilità principale.

Il treno: lento, ma con una sua bellezza

La valle è attraversata dalla linea delle Ferrovie del Sud Est, che collega Bari a Taranto passando per i centri della zona, con fermate in paesi come Putignano, Alberobello e Locorotondo, e con Martina Franca come nodo importante, capolinea anche della linea che scende verso Lecce via Francavilla Fontana.

Per il visitatore il treno ha due utilizzi sensati. Il primo è l'arrivo: se venite da Bari o dal Salento senza auto, è la soluzione più diretta. Il secondo è la gita di giornata fra un borgo e l'altro lungo la linea, che permette di rinunciare al pensiero del parcheggio e di godersi il paesaggio dal finestrino. I limiti, però, esistono e vanno detti: la frequenza delle corse non è quella di una rete metropolitana, i tempi di percorrenza sono più lunghi di quelli dell'auto, e nei giorni festivi una parte del servizio può essere svolta con autobus sostitutivi. La rete è inoltre stata interessata da interventi di ammodernamento che comportano modifiche alla circolazione. Prima di programmare una giornata sul treno, conviene sempre controllare orari e variazioni sui canali ufficiali dell'operatore.

Consiglio pratico: il modello che funziona meglio è quello misto. Auto per la campagna, le masserie e il mare; treno per una gita di giornata in un borgo servito dalla linea, evitando così del tutto il problema della sosta; piedi e bicicletta per tutto il resto. Non serve scegliere un mezzo solo per tutta la vacanza.

La bicicletta e le strade bianche

Pedalare in Valle d'Itria è una delle esperienze più belle del territorio, e il modo migliore per capirne la scala. La zona è attraversata dalla Ciclovia dell'Acquedotto Pugliese, un itinerario realizzato sui camminamenti del canale principale del grande acquedotto, fra gli assi ciclabili più noti della regione. Attorno a Martina Franca esiste inoltre una fitta rete di strade minori e di strade bianche fra i muretti a secco, dove il traffico è quasi assente e il paesaggio cambia a ogni curva.

Due avvertenze onestamente necessarie. La prima riguarda il terreno: la valle non è pianeggiante, e la quota di Martina Franca, sul gradino più alto delle Murge meridionali, significa che diversi rientri sono in salita. Chi non pedala con regolarità farà bene a considerare una bici a pedalata assistita. La seconda riguarda la stagione: fra giugno e agosto le ore centrali sono sconsigliabili, mentre primavera e autunno sono ideali. Anche l'area boscata delle Murge attorno alla città offre percorsi segnati e liberamente accessibili, con tratti ombreggiati che d'estate fanno una differenza notevole.

Il parcheggio nei borghi storici

È il punto su cui si perde più tempo, ed è quello con la soluzione più semplice. I centri storici della valle, Martina Franca compresa, sono nuclei compatti fatti di vicoli in pietra levigata, spesso pedonali o a traffico limitato: non sono luoghi da attraversare in auto, né conviene provarci. La regola pratica è una sola: puntate alle aree di sosta esterne al nucleo antico e completate a piedi. La distanza è quasi sempre di pochi minuti di cammino, e l'ingresso a piedi in un borgo bianco è parte dell'esperienza, non un ripiego.

Nelle sere estive e nelle giornate di manifestazioni la sosta vicino ai centri si satura in fretta: arrivare con anticipo, o accettare da subito di parcheggiare un po' più lontano, è il modo più efficace per non rovinarsi la serata. Regole e modalità di sosta variano da comune a comune: la segnaletica in loco e le informazioni ufficiali dei singoli comuni restano il riferimento.

In sintesi

  • Auto: massima libertà, indispensabile per mare e campagna; attenzione a strade strette e traffico estivo.
  • Treno: comodo per arrivare e per gite di giornata sui borghi della linea; frequenze limitate, verificare sempre gli orari.
  • Bicicletta: il modo più bello di vivere la valle; scegliete primavera o autunno e valutate la pedalata assistita.

Dormire nel centro di Martina Franca

Dimora Donizzetti offre due case vacanza indipendenti nel centro della città: cucina completa, aria condizionata, Wi-Fi gratuito e self check-in in entrambe. Da qui il borgo antico si gira a piedi e la Valle d'Itria comincia subito fuori.